Comune di Negrar

Storia

Il territorio compreso nel Comune di Negrar è stato abitato dall’uomo fin dalla preistoria, come testimoniano ritrovamenti risalenti al Paleolitico nella zona tra Montecchio e Montericco. Altre numerose tracce archeologiche risalgono all’età del Rame (specie in loc. Colombare), durante la quale le popolazioni insediate estraevano la selce, che veniva anche esportata in pianura padana. I confini naturali ben definiti hanno favorito il consolidarsi di un’identità storico-culturale, nonostante le differenze tra zone collinari e zone pedemontane comprese all’interno del territorio. In epoca romana la zona di Negrar apparteneva al pagus degli Arusnates, popolazione di incerta composizione etnica (Etruschi, Venetici, Retici, Celti) che abitava la Valpolicella già prima dell’arrivo dei Romani. Negrar, inoltre, ospitava le residenze "fuori porta" di diverse importanti famiglie veronesi. Una tomba rinvenuta nel 1952 presso l’ospedale di Negrar testimonia il passaggio dei Longobardi in zona. Dal 1000 d.C. l’incremento demografico contribuisce a dare sempre maggiore importanza ai centri abitati caratterizzati dalla presenza di una signoria rurale. A quest’epoca risalgono alcune testimonianze relative a diversi castelli sorti sul territorio (Negrar, S. Vito, Roselle, Fane, Arbizzano). Nascono così i Comuni rurali (Fane, Prun, Mazzano, Torbe, Negrar, S. Vito, Novare, Arbizzano), che per secoli manterranno importanti funzioni amministrative, assorbendo, da questo punto si vista, altre località del territorio. Al 1238, periodo di guerre civili, risale l’emanazione di uno Statuto per la difesa del territorio, nel quale era previsto che tutti gli abitanti avrebbero prestato servizi di guardia: in quegli anni Negrar è ormai il Comune principale della vallata. Nel Trecento Negrar fa parte della giurisdizione della Valpolicella, sotto la signoria scaligera. Fioriscono insediamenti a corte, con torri colombare e colture agricole redditizie (vite, ulivo, cereali). Anche nei secoli successivi Negrar, passata politicamente sotto la giurisdizione della Repubblica di Venezia, si conferma come comune "ricco" sia di risorse naturali, sia di proficue attività economiche, sostenute dal continuo incremento demografico. La pestilenza del 1575-76 e – ancor di più – quella del 1630 falcidieranno gravemente la popolazione: essa si riprenderà lentamente, anche con il contributo di famiglie cittadine che nel corso del Cinquecento e del Seicento affluiranno sempre più numerose nelle zone di Negrar.
Sempre durante il governo della Serenissima nasce, nel 1791, il mercato settimanale del bestiame: l’anno dopo, a fianco della parrocchia, sarà eretta la colonna con il leone alato, tuttora esistente, a ricordo della concessione ottenuta da Venezia. Fra il periodo napoleonico e quello del il dominio austriaco, il territorio della Valpolicella subisce alterne vicende di ripartizione amministrativa. Dopo l’annessione al Regno d’Italia, Prun è comune autonomo da Negrar. Poco interessata dai fenomeni migratori di inizio Novecento, tra gli anni 1927 e 1929 il Comune di Negrar assume la fisionomia amministrativa attuale, articolata, a partire da Nord, nelle frazioni di Prun, Fane, Torbe, Negrar capoluogo, Montecchio, San Vito, Santa Maria, Arbizzano. Dopo la seconda guerra mondiale, che tra l’altro vide nascere l’Ospedale Sacro Cuore, Negrar è andata costantemente crescendo sotto il profilo demografico, salvo una lieve recessione negli anni Cinquanta: la popolazione del comune passa dagli 8346 abitanti nel 1961 ai circa 17100 nel 2015. Ai giorni nostri, quello di Negrar si conferma come un territorio fedele alle sue tradizionali vocazioni economiche: un’agricoltura specializzata (frutta, specie uva e ciliegie), una pregiata produzione vinicola orientata anche all’export, l’allevamento e i suoi prodotti tipici (salumi, formaggio Monte Veronese), l’estrazione e l’esportazione della caratteristica pietra di Prun.

Territorio


Distanza da Verona: 12 km
Distanza dal Lago di Garda: 25 km
Superficie: Kmq 44
Altitudine: da mt 80 slm (Arbizzano) a mt 750 (località Schioppo di Fane)
Prefisso telefonico: 045
C.A.P.: 37024 (37020 per le frazioni di Arbizzano, Fane, Mazzano, Montecchio, Prun, S. Maria, Torbe)
Popolazione: 16.455 abitanti (aggiornato all'ultimo censimento 2001)
Provincia: Verona
Confini: Nord S. Anna d'Alfaedo; Nord-Est Grezzana; Sud e Sud-Ovest S. Pietro in Cariano; Est Verona; OvestMarano