Comune di Negrar

Miniera buso del fero

Miniera buso del fero / The

 

Miniera buso del fero / The

 

Sul versante idrografico sinistro della valle di Negrar, in località Novare di Arbizzano, si apre una delle più importanti miniera della Valpolicella. Si tratta della miniera denominata Buso del fero, che si sviluppa entro un giacimento ferro-manganesifero dove veniva coltivato un banco mineralizzato dello spessore variabile da 50 cm a 8 m circa ed esteso su una superficie superiore a 50.000 mq. Il giacimento è di origine idrotermale e presenta alla base tufi e brecciole basaltiche dell’Eocene, mentre al tetto un calcare bianco-giallastro pure questo riferibile all’Eocene. Il banco mineralizzato ha la caratteristica di essere povero di manganese alla base, mentre si ha un arricchimento di questo elemento verso la parte alta del giacimento. La coltivazione all’interno del Buso del fero termina con la fine del secondo conflitto mondiale e da allora la miniera presenta quattro ingressi principali, con uno sviluppo complessivo di gallerie superiore a 2.000 m.
 

Parte di questi cunicoli risultano ora non praticabili perché interessati da una serie di crolli della volta, che si sono verificati durante gli anni di inattivita e per le infiltrazioni d’acqua. Alcune osservazioni eseguite all’interno del complesso minerario hanno evidenziato la presenza di morfologie caratteristiche di un carsismo ipogeo, che testimoniano il casuale intercettamento di uno o più sistemi carsici durante la coltivazione del banco mineralizzato.
Attualmente la miniera è meta di appassionati collezionisti; al suo interno Si possono raccogliere con relativa facilità geodi e druse di quarzo ametista, affumicato e ialino, ed inoltre goethite principalmente in concrezioni mammellonari nero-lucenti, limonite, pirolusite, rancieite, polianite e dendriti di manganese sui calcari che formano la volta delle gallerie.