Comune di Negrar di Valpolicella

Villa romana

 Villa romana / The Roman VillaLa villa romana di Negrar fu individuata una prima volta sul finire dell’Ottocento (DE STEFANI 1887, 431-432; FRANZONI 1982, 113; TOSI 1983-1984, 91) nel fondo Cortellese, presso la contrada che reca il significativo toponimo di Villa; parecchi anni più tardi, nel 1922, gli scavi sistematici condotti dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto consentirono di mettere in luce e di rilevare una vasta sala rettangolare, affiancata da altri vani lungo i lati lunghi e prospiciente un porticato che, secondo G. Tosi, poteva aprirsi su una terrazza e delimitare una fronte dell’edificio, oppure, più probabilmente, costituire uno dei lati di un portico quadrangolare che circondava un cortile interno (TOSI 1983-1984, 91-92, 101). Dovrebbe con ogni probabilità trattarsi della pars urbana, ovvero il settore residenziale, dell’edificio (CAMPANILE 1922, 347-361; FRANZONI 1982, 113; TOSI 1983-1984, 91). Un altro locale, con pavimento ricoperto da un mosaico a motivi geometrici, molto probabilmente appartenente al medesimo complesso, venne infine scoperto nel 1974 (TOSI 1983-1984, 101). Mentre la decorazione architettonica è andata perduta, così come quasi tutta quella pittorica (rimangano infatti solo frammenti d’intonaco dipinto a tempera di vari colori), sono rimaste invece notevoli ed interessanti testimonianze dei pavimenti a mosaico. Tra questi si distingue soprattutto la pavimentazione della grande sala, forse il locale più importante dell’abitazione: qui, inseriti in una complessa decorazione geometrica formata da tessere di vari colori, comparivano quattro riquadri figurati - di cui solo due sono sopravvissuti - rappresentanti ognuno un putto alla guida di un cocchio da corsa trainato da due cavalli, disposti intorno ad un riquadro centrale con figure umane, che oggi è conservato presso ii Museo Archeologico di Verona.