LA VILLA DEI MOSAICI DI NEGRAR DI VALPOLICELLA - CONFERENZA STAMPA 24 MARZO ORE 11

Pubblicata il 19/03/2021
Dal 24/03/2021 al 24/04/2021

NEGRAR DI VALPOLICELLA (VR) – VILLA DEI MOSAICI
Un progetto condiviso di ricerca e valorizzazione
Comunicato Stampa
 
Nel 1886 nella frazione di Villa in comune di Negrar di Valpolicella (Verona), nel podere Cortesele, furono scoperte le tracce di una grande villa di epoca romana. Venne in luce anche un mosaico, che fu acquistato dal Comune di Verona ed è attualmente esposto al Museo Archeologico del Teatro Romano.
Nel 1922 l’archeologa Tina Campanile (prima donna ammessa alla Scuola Archeologica di Atene), per incarico della Soprintendenza ai Musei e agli Scavi del Veneto, indagò un'area di circa 270 mq pertinente alla parte residenziale (pars urbana) di una villa rustica databile alla media/tarda età imperiale (II-III d.C.) Nuovi mosaici pavimentali policromi, di straordinario pregio ed eccezionale stato di conservazione, vennero in luce anche in questa fase, insieme a frammenti di intonaci parietali dipinti a vivaci colori
Nel 1975 in una proprietà adiacente fu rinvenuto un altro ambiente con pavimento a mosaico, oggi interpretabile come pertinente all’ingresso della villa, il vestibulum.

Dal 2016 la Soprintendenza è tornata ad operare nell’area al fine di rintracciare il sito e documentarne lo stato di conservazione. Un progetto di indagine sistematica, curato dal funzionario incaricato delle ricerche dr. Gianni De Zuccato, è stato presentato nel 2017 all'Amministrazione Comunale di Negrar di Valpolicella, che ha immediatamente affiancato la Soprintendenza nella sua realizzazione. Le indagini sono quindi proseguite nel 2018 con una campagna di prospezione geofisica e con sondaggi stratigrafici nel 2019 e nel 2020, resi possibili da un finanziamento del Ministero della Cultura. La scoperta di nuove strutture murarie e pavimentali della villa, attigue alle precedenti e probabilmente pertinenti alle parti rustica e fructuaria della villa, ha rivelato la sua notevole ampiezza e complessità planimetrica. Sulla scorta di queste nuove acquisizioni della ricerca il Ministero della Cultura ha dichiarato l’interesse culturale particolarmente importante del sito con provvedimento di vincolo ai sensi dell’art. 10, comma 3, lettera a) del Codice dei Beni Culturali.

Appariva, però, evidente che solo la realizzazione di veri e propri scavi stratigrafici in estensione avrebbe consentito di estendere le conoscenze all’articolazione dell'insediamento, alle sue fasi costruttive e alle vicende che ne hanno caratterizzato la frequentazione, l’abbandono e la distruzione oltre a i riportare alla luce le diverse evidenze monumentali e le splendide pavimentazioni musive.
L'intervento di scavo è ripreso in quetsi giorni, nonostante l’emergenza Covid, grazie ad un accordo di partenariato pubblico-privato tra la Soprintendenza e i proprietari dei terreni, l'Azienda Agricola La Villa di Benedetti Matteo e Simone e la Società Agricola Franchini srl, che si sono dimostrati particolarmente sensibili e collaborativi, mettendo a disposizione le aree da poco acquisite dai precedenti proprietari, rinunciando a indennità di occupazione e premi di rinvenimento e sostenendo parte delle spese per lo scavo dei livelli romani.

Un ulteriore finanziamento del Ministero della Cultura e del Bacino Imbrifero Montano dell’Adige hanno consentito di riprendere lo scavo archeologico in estensione, che è in corso anche grazie al protocollo d'intesa per lo studio e la valorizzazione del sito stipulato con l'Università di Verona – Dipartimento di Culture e Civiltà (prof. Patrizia Basso).
Ulteriori finanziamenti saranno necessari per il completamento dello scavo in estensione e per la valorizzazione del sito come area archeologica attrezzata per la pubblica fruizione.

L’ubicazione di questa villa romana in una splendida posizione sopraelevata, a breve distanza dall’abitato di Negrar di Valpolicella, immersa tra i filari dei vigneti di uve Valpolicella destinate alla produzione dei celebri vini, costituisce un valore aggiunto alla potenzialità attrattiva del sito. Adeguatamente valorizzato con strutture e percorsi attrezzati per la visita, l’area archeologica, oltre che un nuovo luogo della cultura straordinariamente evocativo del paesaggio antico, potrà diventare un ulteriore volano per lo sviluppo culturale, turistico ed economico della valle, rafforzando a livello nazionale e internazionale l’appeal di un territorio già celebre per i suoi vini.

Verona, 24 marzo 2021
Vincenzo Tiné - Soprintendente ABAP per le province di Verona, Rovigo e Vicenza
Roberto Grison - Sindaco di Negrar di Valpolicella
Gianni De Zuccato – Funzionario Archeologo SABAP incaricato delle ricerche

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Video Presentazione_La Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella


 

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